VISITA BIOIMPEDENZIOMETRICA GRATUITA

Oggi giorno la mancanza di un attività fisica regolare, le feste, gli inviti a cena e la mancanza di controlli periodici che valutano il proprio stato di salute, sta portando la maggior parte della popolazione ad una condizione di obbesità sempre più rilevante e a una riduzione del normale stato di salute. Per questo motivo si desidera invogliare sempre di piu la gente a sottoporsi a dei controlli continui e regolari nel tempo; finalizzati a migliorare, se necessario, il proprio stato di salute, aiutarli a dimagrire per rientrare nei valori del proprio peso ideale o semplicemente conferire una corretta educazione alimentare.

per questi motivi, e tanti altri ancora, a partire dal 23/01/2012 fino al 30/03/2012 presso lo studio di Giarre del Dott. Rosario Cuscona, per i nuovi pazienti, è possibile sottoporsi ad una visita Bioimpedenziometrica gratuita con un’anamnesi nutrizionale completa.

per determinare:

massa grassa

massa magra

acqua intracellulare

acqua totale

acqua exstracellulare

valutazione del peso ideale sulla base dei valori del bioimpedenziometro

Prenota la tua visita gratuita al num.: 095-7793973 o al num.: 328-6573763

Lo sapevi che:

solo il 22% sono i bambini che praticano un attività sportiva per almeno un'ora alla settimana. inoltre, solo un bambino su quattro ha l'abbitudine di andare a scuola a piedi o in bicicletta.

Lo sapevi che:

Solo l'11% dei bambini fa colazzione correttamente, mentre il 28% la fa in maniera inadeguata. nell'80% dei casi la merenda consumata a scuola è troppo abbondante. il 23% dei bambini tra i 6 e gli 11 anni è in sovrappeso, soprattutto a causa delle cattive abitudini alimentari.

Lo sapevi che:

5 Kg, secondo l'organizzazione mondiale della sanità (OMS), è la masssa grassa media che ogni cittadino maschio sovrappeso dell'unione europea dovrebbe perdere per assicurarsi una buona salute... :-)

venerdì 27 gennaio 2012

l'incubo dell'obbesità infantile


Lo sviluppo del bambino risente dei disturbi metabolici del genitore.

E' oramai indiscutibilmente dimostrata l'ereditabilità dell'obesità e numerosi studi hanno stabilito l'influenza dell' "ambiente familiare" nella predisposizione al sovrappeso infantile.

Tuttavia, l'associazione tra l'obesità materna e il sovrappeso del figlio è più forte rispetto a quella paterna.

Questa situazione non sembra derivare dalla trasmissione di un particolare corredo genetico esclusivo della madre ma, più probabilmente, dipende dall'ambiente uterino incontrato dal bambino durante vita fetale.

L'esposizione a determinate condizioni chimico-ormonali durante lo sviluppo sembrano infatti essere responsabili dell'insorgenza di alcuni comportamenti del bambino tipicamente associati al sovrappeso come l'inattività fisica e il consumo smodato di cibo.

Studi condotti su modelli sperimentali animali hanno permesso di identificare alcuni fattori legati al sovrappeso materno capaci di influenzare il bilancio energetico nel nascituro.

Tra questi vi sarebbe il disturbo dei lipidi (dislipidemia), dei livelli di insulina (iperinsulinemia) e del glucosio (iperglicemia) ma anche lo stato infiammatorio cronico presente nell'obesità.

Ad esempio, diversi autori hanno suggerito che l'obesità del bambino derivi da una limitata attività motoria, quest'ultima dovuta ad una ridotta massa muscolare e funzione contrattile.

Lo stato infiammatorio materno sembra infatti ostacolare il corretto sviluppo del muscolo, come dimostrato dallo shift nel differenziamento di cellule staminali mesenchimali da miogenesi ad adipogenesi per azione di mediatori dell'infiammazione.

Poichè il muscolo scheletrico è il principale sito di immagazzinamento del glucosio in seguito a stimolazione insulinica, il corretto sviluppo di questo tessuto è indispensabile per assicurare l'efficiente regolazione del bilancio energetico nel bambino.

L'infiammazione materna è solo uno dei possibili bersagli di strategie necessarie per prevenire i disturbi del nascituro.

Il sovrappeso materno è estrememente dannoso per il bambino non soltanto durante gravidanza, ma anche nella fase dell'allattamento, in quanto gli stessi elementi attivi durante la gestazione vengono ritrovati nel latte.

La prime fasi della vita rappresentano dunque una finestra temporale critica durante la quale è possibile attuare interventi volti a minimizzare il rischio del sovrappeso infantile, prevenendo così il pericoloso sviluppo dell'obesità nell'adolescenza e durante l'età adulta.

La regolazione del consumo materno di carboidrati ed un maggiore livello di attività fisica permettono di controllare la variazione di peso nella gravidanza nei genitori potenzialmente a rischio, assicurando una buona salute del bambino alla nascita.

Solo grazie ad interventi mirati ai fattori di rischio materni è infatti possibile interrompere il pericoloso ciclo obesità materna-infantile.

Uova a pranzo o a cena?


Le uova sembrano avere un buon potere saziante. Se mangiate a pranzo possono diminuire l'assunzione energetica tra un pasto e l'altro.

Lo confermano i risultati di uno studio randomizzato e incrociato condotto su 31 soggetti volontari sani di entrambi i sessi, che sono stati sottoposti a 3 pasti test.

In pratica, subito dopo una colazione standard ai partecipanti è stato chiesto di consumare tre pranzi test ipocalorici: frittata, patate in camicia e sandwich di pollo.

Sono state definite alcune misure di sazietà e i consumi energetici del pasto successivo al test sono stai calcolati.

In sostanza, il pasto a base di frittata, ha mostrato un effetto saziante significativamente più forte rispetto al pasto a base di patate in camicia.

Nessun effetto significativo si è potuto evidenziare riguardo l'assunzione energetica. Gli autori ritengono, tuttavia, che il consumo di una frittata a pranzo, possa aumentare la sazietà in misura maggiore rispetto a un pasto di carboidrati , facilitando la riduzione dei consumi energetici tra un pasto e quello successivo.

mercoledì 25 gennaio 2012

L'assunzione di integratori alimentari non fa sempre bene!


Troppi integratori e vitamine fanno male alla salute.A quell'italiano su 3 che fa uso di integratori va ricordato l'avvertimento che arriva da uno studio dell'università della Finlandia: la cautela è sempre la guida migliore!
Per esempio la vitamina A presa in eccesso si accumula nell'organismo, che non riesce a smaltirla, e può causare effetti collaterali gravi, fino a crisi di morte improvvisa. La vitamina E, aumenterebbe il rischio di tumore alla prostata del 17%. La regola da seguire quindi è semplice: prendere vitamine e proteine solo sotto controllo di un nutrizionista o di un medico sportivo.
Per assumere queste sostanze necessarie al nostro corpo basta una semplice dieta equilibrata!
Gli integratori alimentari sono consigliati solo quando:

Si hanno abitudinio alimentari errate.

O in caso di intenso allenamento fisico.

L'ormone che regola il metabolismo degli acidi grassi: L'ossitocina


Un recente studio ha evidenziato alcuni possibili effetti farmacologici anti-obesità promossi dall'ossitocina derivanti da un'azione diretta dell'ormone sulle cellule adipose.
L'infusione intravenosa di ossitocina determinava una riduzione del peso corporeo nel modello animale sperimentale, insieme ad un miglioramento globale del profilo glicemico e dei trigliceridi, promossi principalmente da un globale aumento del metabolismo lipidico.
L'ossitocina è un ormone neuroipofisario sintetizzato nel sistema nervoso centrale da parte dei neuroni ipotalamici paraventricolari e del nucleo sopraottico. Queste cellule si proiettano alla neuroipofisi, da cui avviene il rilascio sistemico dell'ormone. L'ossitocina è inoltre prodotta da vari organi come l'ovaio, il testicolo, il timo, il rene e il cuore.
Data l'ampia distribuzione e produzione tissutale dell'ormone, l'ossitocina sembra coinvolta in numerosi processi fisiologici. Tra questi, è noto un effetto di soppressione dell'appetito quando infusa nell'animale.
Recenti evidenze sperimentali hanno suggerito un ruolo per questo ormone nel controllo dell'equilibrio metabolico, come evidenziato dall'insorgenza dell'obesità nel modello animale privato del gene codificante per l'ossitocina.
Nel presente studio è stato invece dimostrato che la somministrazione endovenosa dell'ormone, sia a livello del sistema nervoso centrale che in sede periferica, determinava una riduzione dei depositi di tessuto adiposo negli animali pronti allo sviluppo del sovrappeso.
Questi effetti risultavano mediati da un aumento della lipolisi e della beta ossidazione, i processi enzimatici che regolano il metabolismo degli acidi grassi.
L'infusione dell'ormone causava infatti un aumento dell'espressione genica di proteine coinvolte nell'assorbimento e trasporto degli acidi grassi e di altri enzimi responsabili dei processi di degradazione.
Questi eventi erano particolarmente evidenti a livello dei depositi di grasso epididimale, il corrispettivo animale del grasso addominale umano. Questi effetti erano inoltre rilevabili esclusivamente nel tessuto adiposo e non a livello del fegato e del muscolo scheletrico.
L'infusione dell'ormone permetteva di ridurre il consumo di cibo, come evidenziato da uno shift energetico in favore dell'ossidazione lipidica rispetto all'utilizzo di carboidrati.
Anche il profilo glicemico risultava nettamente migliorato negli animali trattati, come dimostrato da una maggiore sensibilità all'insulina e tolleranza al glucosio.
Gli effetti promossi dall'ossitocina sarebbero dunque mediati da una sua azione diretta sul tessuto adiposo. L'ormone è infatti in grado di promuovere la propria sintesi e rilascio mediante un circuito di feedback positivo in seguito al legame del suo recettore, sia centralmente, sia perifericamente. Questo avviene normalmente in situazioni fisiologiche a livello della ghiandola mammaria durante l'allattamento e dell'utero nel momento del travaglio.
L'utilizzo di preparazioni farmacologiche a base di ossitocina lasciano però alcuni dubbi riguardo i potenziali effetti collaterali legati alle normali attività fisiologiche dall'ormone, specialmente nelle donne.
I risultati dello studio lasciano comunque sperare su possibili terapie per il soprappeso basate sulla somministrazione dell'ormone umano nei pazienti affetti da anomalie del metabolismo lipidico.

martedì 24 gennaio 2012

Una correta alimentazione ci può salvare dal destino scritto nel nostro DNA


In famiglia c'è chi soffre di problemi di sovrappeso,cardiaci, di circolazione o di colesterolo?; probabilmente anche tu sei geneticamente predisposto ad alcuni di questi disturbi. Ma non si deve credere che il proprio destino sia scritto solo perchè è scritto sul tuo DNA! Perchè basta mangiare sano per evitare le probabilità genetiche di "AMMALARSI".
L'alimentazione può dare una soluzione valida al destino scritto sul nostro DNA.
Avere un destino genetico non significa infatti essere condannati ad ammalarsi, ma anche l'ambiente ed il nostro stile di vita contribuiscono a scatenare le malattie!

Fonte: Università degli studi di Montreal (Canada; che hanno studiato oltre 27 mila casi con la mutazione 9p21, indice di rischio cardiaco ereditario.

giovedì 19 gennaio 2012

UNA DIETA PER TENERE SOTTO CONTROLLO IL COLESTEROLO E I TRIGLICERIDI


Tenendo sotto controllo l'assunzione di carboidrati con la dieta si può regolare la trigliceridemia e la colesterolemia secondo una relazione biochimica ancora poco chiara
Questo è quanto hanno stabilito alcuni ricercatori americani che hanno analizzato i dati relativi a oltre 1000 soggetti tra uomini e donne di età compresa tra 49 e ± 16 anni inclusi nello studio GOLDN (NHLBI Genetics of Lipid-Lowering Drugs and Diet Network).
L'analisi dei dati è stata condotta secondo differenti modelli nei quali la quantità di carboidrati assunta con la dieta veniva considerata come una variabile indipendente.
Dopo l'abbattimento dei fattori confondenti (sesso, età, trigliceridemia basale, e valori pressone arteriosa) si è potuto dimostrare che tenendo sotto controllo la quantità dei carboidrati assunti con la dieta i livelli più elevati dei grassi saturi sono associati a livelli più bassi del colesterolo VLDL e dei trigliceridi plasmatici, ma questo non avviene se il livello dei carboidrati assunti con la dieta è più elevato.
Dunque le diete più efficaci per tenere sotto controllo il quadro lipidico sarebbero quelle a basso tenore di carboidrati.

mercoledì 18 gennaio 2012

La visita bioimpedenziometrica

Riguardo questo argomento desidero dare alcune spiegazioni sull’esame diagnostico più usato durante una visita dietologica; visto che sono sempre più numerosi i pazienti che per soddisfare la loro curiosità fanno molte domande sull’argomento.
L’esame bioimpedenziometrico è un metodo diagnostico, oggi tra i più usati ed affidabili, che permette di conoscere la propria composizione corporea. La bioimpedenziometria è dunque un esame non invasivo di tipo bioelettrico per l'analisi quantitativa e qualitativa della composizione corporea. Il peso che leggiamo sulla bilancia infatti esprime la massa corporea come insieme della massa grassa e della massa magra, composta di muscoli, organi, ossa e fluidi. Pensare quindi che la variazione di peso riscontrato sulla bilancia corrisponda necessariamente ad una variazione della nostra massa adiposa è sicuramente sbagliato.
Il principio di funzionamento dello strumento si basa sul dato fisico che l'acqua sia un buon conduttore di corrente elettrica mentre il grasso sia un buon isolante . La misurazione della resistenza e della reattanza che incontra una debole corrente di passaggio attraverso il corpo umano ci consente di stimare, grazie ad opportune formule, la composizione corporea (massa magra, massa grassa ed acqua totale) ed il metabolismo basale. Attraverso questi dati il nutrizionista potrà valutare lo stato nutrizionale ed i relativi fabbisogni energetici e nutritivi del soggetto in esame.

lunedì 22 novembre 2010

Cibi SI! E cibi NO!

• Insalata russa – NO!: è un piatto a base di vegetali bolliti come patate, carote, piselli… condita con maionese. Questo è un piatto esageratamente grasso a causa della presenza di maionese che fa aumentare i grassi e il colesterolo, causando gravi problemi non solo di peso, ma anche di salute perché mette a rischio cuore e vasi.

• Verdure crude SI!: Un alternativa all’insalata russa possono essere le verdure. crude, alla griglia, al vapore… in particolare broccoli, verza, cavoli, cavolini di bruxelles e pomodori. Questi perché possiedono un azione preventiva anticancro ed essendo ricchi di antiossidanti aiutano a prevenire l’invecchiamento cellulare.

• Tiramisù NO!: l’elevato contenuto calorico del tiramisù oltre a causare problemi di linea favorisce la distruzione dello smalto dentario. Gli zuccheri del tiramisù favoriscono la costituzione della placca dentale batterica causando la distruzione dello smalto dentale. Oltre a questo, il caffè contenuto nel dolce favorisce la formazione di macchie dentali riducendone la brillantezza.

• Ananas o macedonia di frutta SI!: la frutta oltre ad avere proprietà antiossidanti contiene fibre che aiutano la pulizia dei denti.

• Pasta e ceci o pasta e fagioli SI!: rappresentano un mix perfetto tra proteine vegetali e zuccheri complessi. Si digeriscono presto e danno pronta energia al cervello e ai muscoli.

• Pasta all’uovo con pomodoro e basilico si!: rappresenta un pasto completo, ipocalorico e mantiene la glicemia costante.

• Sushi NO!: no al pesce crudo perché oltre ad affaticare la digestione, sono sempre dei piatti ipercalorici contribuendo all’aumento del peso e dei grassi nel sangue. Per non parlare poi delle eventuali tossinfezioni alimentari…

• Pesce azzurro SI!: un piatto sano, ipocalorico e ricco di grassi omega 3.

È bene quindi cercare di evitare fritture o cibi eccessivamente grassi che invecchiano la pelle e predispongono ai tumori… evitare anche cibi ricchi di sale che causa ipertensione, ictus, attacchi cardiaci, malattie renali e cancro.
Ma il vero problema resta sempre la quantità di calorie che ingeriamo giornalmente e non il singolo piatto ipercalorico o la sola fetta di torta al “tiramisù”. Si può mangiare di tutto ma nelle dovute proporzioni, tenendo conto di età, stato di salute, e tipo di lavoro...

lunedì 15 novembre 2010

Gli alimenti per controllare il colestrerolo

Ultimamente sempre piu paziente vengono da me presentandomi delle analisi un pò bruttine, con livelli di colesterolo piu alti del normale... quindi mi appresto a realizzare dei piani alimentari personalizzati mirando sia ad una riduzione di peso, ma anche a far diminuire i livelli di colesterolo.
Visto i numerosi casi di colesterolo alto, mi sembra il caso di informare anche i miei lettori su quali sono gli alimenti che possono essere usati per controllare i livelli di colesterolo nel sangue.
uno dei rimedi naturali che puo aiutare è sicuramente il magnesio presente nella frutta secca, come noci, nocciole, mandorle; è anche presente nei piselli, e nei cereali integrali.
oltre a questi possiamo anche aggiungere: l'aglio, il carciofo, e il riso rosso fermentato, che come ho già spiegato in un post precedente, si comporta proprio come una statina naturale bloccando la produzione naturale del colesterolo da parte dell'organismo, ma attenzione proprio per il suo funzionamento, il riso rosso fermentato, va preso con le dovute cautele...

venerdì 15 ottobre 2010

Chi mangia troppo, fuma e beve subirà le conseguenze 20 anni dopo…..

Secondo uno studio del Baylor College of Medicine (USA), i vizi si pagano quando si inizia a diventare vecchietti… nel caso del fumo, negli adulti provoca affanno e tosse cronica.
Per chi beve è consigliabile fare dei controlli periodici al fegato.
Mentre per chi mangia troppe schifezze, si consiglia di seguire un regime alimentare regolare e controllato ed eseguire attività fisica; mangiare frutta e verdura (contengono anti ossidanti); pesce e poca carne…

un nuovo metodo per dimagrire: mangia cibi rossi o blu

i ricercatori di Athena, un progetto di ricerca europeo, hanno dimostrato che un valido aiuto per ridurre la massa adiposa sono i cibi rossi e blu.
Merito delle antocianine, pigmenti responsabili della colorazione rossa o blu dei cibi, che sono ricchi di antiossidanti.
Ed in particolare, secondo lo studio, i cibi rossi riducono l’invecchiamento, mentre quelli blu o viola regolano l’intestino e depurano la pelle.
I cibi rossi:
• Arance rosse
• Fragole
• Ciliegie
• Lamponi
• Radicchio
I cibi blu:
• Uva nera
• Melanzane
• Fichi neri

Il riso rosso fermentato per il trattamento in soggetti con ipercolesterolemia lieve

Il riso rosso fermentato è stata introdotto nell’alimentazione cinese durante la dinastia Tang (800 a.c.) e successivamente è stato utilizzato come alimento in grado di portare beneficio alla salute dell’uomo.
Oggi si trovano sul mercato molti integratori alimentari a base di riso rosso fermentato e il loro impiego è concentrato nel ripristino delle ipercolesterolemie lievi.
L’impiego di integratori alimentari a base di riso rosso fermentato garantisce ottimi risultati nel trattamento dell’ipercolesterolemia lieve in quanto si riesce a inibire la produzione endogena del colesterolo nell’organismo; determinando così una riduzione sia del colesterolo “cattivo” (LDL) sia del colesterolo “totale”.
L’attività inibitoria della produzione endogena di colesterolo è determinata dalla presenza di una statina naturale che si forma durante il processo di fermentazione del riso. Questa statina naturale è indicata con il termine di “monacolina K”.
È proprio la monacolina K che presenta una grande proprietà inibitoria. La statina in questione sembra infatti responsabile dell’inibizione dell’enzima HMG- CoA, ovvero dell’enzima idrossi metil glutaril-coenzima A; il quale enzima catalizza una delle prime reazioni chimiche che avvengono nell’organismo umano per la sintesi del colesterolo endogeno; esattamente questo enzima catalizza la reazione chimica tramite la quale l’idrossimetil glutaril coenzima A viene convertito in acido mevalonico.
In seguito all’inibizione di questo enzima tutta la via metabolica endogena di sintesi del colesterolo viene bloccata; determinando così una netta riduzione del colesterolo.
Relativamente al riso rosso fermentato, uno studio condotto in Cina su 324 soggetti ha evidenziato, dopo 8 settimane, una riduzione del 23% del colesterolo totale; del 31% delle LDL; e del 34% dei trigliceridi; mentre i livelli delle HDL sono aumentati del 20%.
L’unica contro indicazione che fino ad ora ha accompagnato la commercializzazione e l’uso di integratori alimentari a base di riso rosso fermentato era l’associazione con statine sintetiche. Il motivo ben evidente è a causa dell’analogo meccanismo d’azione che potrebbe generare un notevole aumento degli effetti collaterali tipici delle statine farmacologiche.
Di conseguenza alcuni ricercatori tendono tutt’oggi di esaltare la possibilità di effetti collaterali derivati dall’utilizzo prolungato del riso rosso fermentato paragonandoli a quelli prodotti dalle moderne statine di sintesi. È naturale quindi che sia sorto il problema relativo alla sicurezza d’impiego di integratori alimentari contenenti monoclina K, anche se a dosaggi più bassi delle statine farmacologiche.
Ma nel trattamento dell’ipercolesterolemia è molto importante non solo seguire una terapia farmacologica, ma ancora prima di questo è di estrema importanza seguire una corretta terapia alimentare che diminuisca il più possibile l’apporto alimentare di colesterolo. Le regole da seguire in linea generale prevedono: la sostituzione dei grassi di origine animale, quali burro, strutto, panna, salumi; con oli vegetali, quale l’olio di oliva; il consumo di carni magre come vitello magro, pollo, coniglio, tacchino e pesce; la riduzione del consumo di formaggi; un abbondante impiego di frutta, verdure e legumi.
Solo se nonostante questi accorgimenti, i valori di colesterolo rimangono elevati, può essere utile assumere con la dieta dei prodotti alimentari che aiutano a ridurre i livelli ematici di colesterolo. Mentre nei casi più severi e a rischio cardiovascolare sono invece necessari trattamenti farmacologici sotto controllo medico.

venerdì 10 settembre 2010

Lo studio del Dr. Rosario cuscona

Nello studio del Dr. Rosario Cuscona al primo incontro al paziente viene effettuata un' accurata indagine per mettere in evidenza le eventuali abitudini alimentari scorrette e per conoscere il suo stile di vita e le eventuali fisiopatologie. Successivamente vengono effettuate le principali misurazioni antropometriche e rilevazione di peso e altezza; si procede con l'esame impedenziometrico per conoscere: la composizione corporea, per una valutazione dello stato d'idratazione, del metabolismo basale e della quantità di massa magra e grassa , la valutazione del fabbisogno energetico, il calcolo dell'indice di massa corporeo (Body Mass Index BMI) e del peso ideale.
Tutte queste informazioni permetteranno di cercare insieme le soluzioni nutrizionali che consentiranno un corretto dimagrimento, il raggiungimento del peso desiderato ed infine il suo mantenimento.
Nel giro di qualche giorno riceverete di persona il piano nutrizionale personalizzato secondo le vostre individuali esigenze.
Durante i successivi controlli verrà misurato il peso,le circonferenze corporee e la composizione corporea per valutare le differenze di idratazione,massa magra e grassa, in base ai risultati ottenuti la dieta verrà aggiornata di volta in volta.
Si eseguono compilazioni di:
Diete per condizioni fisiopatologiche legate all'errata alimentazione
Diete per le principali patologie metaboliche
Piani nutrizionali per atleti che praticano qualsiasi sport e programmi d'allenamento
Diete estetiche
Diete per intolleranze alimentari
Piani nutrizionali per donne in gravidanza o post parto
Diete per condizioni fisiologiche di obesità o di magrezza.

Perdere peso

Il motivo principale per cui si vuole perdere peso ma soprattutto adipe, cioè il grasso corporeo, è legato al fatto che si desidera avere un aspetto più gradevole e sentirsi in maggiore accordo con se stessi e con i nostri standard socio-culturali.
I piani nutrizionali personalizzati del Dr. Rosario Cuscona permettono il raggiungimento di un aspetto più gradevole dal punto di vista fisico ma è fondamentale ricordare che non tutto si riduce ad un fattore estetico poichè i programmi alimentari ai quali verrete sottoposti saranno concepiti anche per il raggiungimento di un benessere psico-fisico,per un migliore e regolare funzionamento dell'organismo e per una buona educazione alimentare.
Fare una dieta dimagrante non deve essere un sacrificio ma l'occasione per imparare a mangiare scegliendo alimenti di qualità, instaurando un nuovo rapporto col cibo e seguendo l'alimentazione più adatta al proprio metabolismo e ai propri gusti.
Il dimagrimento corporeo dovrebbe avvenire sempre sotto il controllo e la guida di uno specialista in modo tale da non far mancare al nostro organismo tutto ciò che è necessario e in modo da imparare a mantenere nel tempo il peso conquistato ( perdere peso velocemente e fuori controllo per poi riacquistare tutto ciò che si è perso è inutile e nocivo al nostro organismo!).
E' purtroppo un errore molto frequente pensare che basti mangiare meno ed eliminare alimenti come pasta,pane ecc per dimagrire. Ciò che è davvero necessario è invece mangiare ciò che è giusto per l' organismo in base alle proprie condizioni di salute e di vita quotidiana.
L'obiettivo è quindi quello di ottenere un educazione alimentare che vi permetta di dimagrire e mantenere il peso desiderato raggiunto.

Allergie e intolleranze Alimentari

Cosa sono?

Si sente spesso parlare di allergie ed intolleranze alimentari quasi come fossero sinonimi, mentre in realtà sono due patologie ben distinte, che tendono ad essere confuse, probabilmente, a causa di alcuni sintomi che talvolta possono essere simili. Sicuramente, da recenti studi, sia le allergie che le intolleranze alimentari appaiono in costante crescita nella popolazione adulta e appaiono collegate alle errate abitudini alimentari.
Si parla di allergia alimentare quando l'organismo reagisce in modo anomalo ad un alimento. In questa reazione viene coinvolto il sistema immunitario che, attraverso la formazione di anticorpi specifici (chiamati IgE ), ha il compito di difendere l'organismo da ogni pericoloso invasore, solitamente batteri e virus. In questo caso, per motivi ancora sconosciuti, l'organismo produce anticorpi nei confronti di alcuni alimenti che riconosce come estranei e quindi potenzialmente dannosi per l'organismo. La formazione di anticorpi avviene alla prima ingestione dell'alimento; in occasione di una successiva esposizione, a seguito della reazione fra l'alimento ''allergenico'' e l'anticorpo, si libera una sostanza, l'istamina, che è la principale responsabile dei sintomi caratteristici di tutte le reazioni allergiche.

Le intolleranze alimentari sono state definite "allergie non allergiche"
dall'allergologo Kaplan quando, nel 1991, presentò un suo articolo in cui descriveva l'esistenza di stati allergici che non era possibile correlare alle IgE.I disturbi compaiono dopo un certo periodo di tempo dal consumo dell'alimento responsabile. Accade, infatti, che l'organismo mette in atto una serie di meccanismi compensatori per cui riesce a tollerare una determinata sostanza fino a quando, superato un certo limite (che viene definito livello di soglia) si arriva alla manifestazione del disturbo. La condizione di anormalità riscontrata dall’analisi delle intolleranze alimentari è riconducibile all’ accumulo delle sostanze nella regione intestinale. Tali molecole non hanno effetto in condizioni normali ma la loro presenza al di sopra del un valore soglia sopra citato è in grado di scatenare una reazione avversa che si manifesta principalmente in un attacco ai leucociti neutrofili.

Perche' le allergie e le intolleranze sono sempre piu' diffuse?

Uno dei motivi risiede nel fatto che oggi la diagnosi è più precisa e precoce rispetto ad un tempo. Ciò consente di identificare un maggior numero di allergie ed intolleranze alimentari i cui disturbi un tempo venivano facilmente confusi con altri. Una seconda spiegazione chiama in causa lo stile di vita che è diventato sempre più sedentario e stressante, le nostre errate abitudini alimentari ed una dieta non equilibrata: il pranzo di fretta con un panino o consumato ad un self service, una cena a base di cibi precotti o surgelati ecc.... Tutto ciò può favorire la comparsa di disturbi che potrebbero essere causati da un'allergia o da un'intolleranza alimentare.


Come si combattono?

Come si combattono le allergie alimentari?
Dopo aver effettuato un esame completo per identificare con precisione gli alimenti nocivi, l’unico modo per prevenire la reazione allergica nei soggetti sensibili è eliminare tali alimenti dalla dieta.

Come si combattono le intolleranze alimentari?

Guarire dalle intolleranze alimentari non e' difficile; una volta individuati con precisione i cibi responsabili del fenomeno attraverso test con alta percentuale di attendibilità e ripetibilità ed eseguiti da biologi altamente qualificati ed esperti in materia, e' sufficiente eliminarli completamente dall'alimentazione quotidiana per un periodo variabile in base alla condizione iniziale e di risposta positiva del paziente, per poter poi reintrodurre l'alimento responsabile: se l'organismo e' completamente disintossicato e non riconoscerà più quegli alimenti come estranei e dannosi, il più delle volte li accetterà senza problemi.

domenica 4 aprile 2010

Una dieta mediterranea per la massima efficienza mentale

Per migliorare l'efficienza del nostro sistema nervoso centrale ( il nostro cervello); uno studio condotto dalla Temple UniversitY (USA), bisogna frazionare i pasti durante l'arco della giornata cercando di evitare le grandi abbuffate. Mangiare cibi a base di zucchine, per uno sprint di energia; e carboidrati per un rilascio contunuo e graduale di energia durante la giornata.
Mentre non si deve esagerare con alcuni cibi come: carne, uova, cipolle, merluzzo, parmigiano e soia, perchè contengono "METIONINA" un amminoacido che favorisce il rischio di demenze senili e di Alzheimer.
quindi i cibi per la mente sono:
PANE - PASTA:che garantiscono un graduale rilascio di energia durante la giornata, ma ricordiamocci di non superare i 90 g a pasto.
LEGUMI: sono ricchi di vitamine e di energia.
PESCE:da consumare 2-3 volte a settimana; ricco di minerali importanti per la mente.
CARNI BIANCHE:ricche di potassio.
FRUTTA E VERDURA: almeno 5 porzioni al giorno; ricche di vitamine.

martedì 9 febbraio 2010

Una dieta povera di carboidrati funziona?

Una dieta per dimagrire povera di carboidrati essenziali, quali quelli della pasta e del pane; può funzionare per un pò di tempo; aiuta a perdere peso, ma...ci sono delle contro indicazioni: non è possibile condurre una dieta di questo tipo per un lungo periodo di tempo, il risultato sarebbe disastroso per il metabolismo dell'organismo ed in oltre una dieta povera di pane e pasta deprime la persona...si esatto! proprio così...infatti è stato sperimentalmente dimostrato, da una ricerca australiana, che un'alimentazione povera di questi carboidrati porta il soggetto in unostato di depressione.
106 pazienti sonostati divisi in due gruppi: il primo gruppo è stato selezionato per seguire un piano alimentare equilibrato, ipocalorico per perdere peso, ma senza togliere la pèasta e il pane. mentre al secondo gruppo è stato assegnato un piano alimentare ipocalorico per perdere peso ma privo di pasta e di pane. da questo studio è stato possibile notare che dopo 8 i soggetti di entrambi i gruppi iniziavano a perdere peso, ma i soggetti del primo gruppo che mangiavano più carboidrati continuavano a reggistrare un ottimo umore, mentre i soggetti del secondo gruppo ai quali era stato tolto il pane e la pasta presentavano uno stato d'animo depresso...
Quindi da questo studio è possibile capire che: una dieta per dimagrire priva di carboidrati "essenziali" è sbagliata! smentendo così le vecchie credenze popolari, non è vero che per dimagrire bisogna togliere il pane e la pasta dalla nostra dieta giornaliera. é in vece vero e importante che sia per dimagrire che per condurre un alimentazione sana e corretta è importante controllare sempre le porzioni e il condimento.

Il freddo aumenta il rischio d'infarto al miocardio

il freddo, il caldo eccessivo e l'inquinamento, aumentano il rischio d'infarto al miovcardio. Lo dimostra uno studio condotto dalla School of hygiene and tropical Medicine di Londra. che si basa sui risultati di ben 45 studi condotti sul rapporto tra temperatura, infarti ed inquinamento...

mercoledì 20 gennaio 2010

Basta mangiare più barbabietole per tuoi muscoli

per essere il miglire nel tuo sport non servono sostanze strane; basta mangiare un bel piatto di barbabietole rosse... E' stato dimostrato da uno studio americano che dimostra come le barbabietole riescono ad aumentare la resistenza allo sforzo negli sportivi. Grazie ai nitrati di cui sono ricchi; queste sostanze, riducono la quantità di ossigeno bruciato dal corpo durante l'allenamento. Così consumando meno energie, il nostro corpo riesce a far fronte alla fatica per un tempo più lungo...
Per ottenere questi risultati, basta bere mezzo litro di succo di barbabietole al giorno...

martedì 19 gennaio 2010

Pedoni e ciclisti: più sani e più in forma

E' ormai risaputo che bastano piccole abbitudini quotidiane per mantenersi in forma e godere di buona salute. Ora prò uno studio dimostra che anche un comportamento apparentemente banale, come recarsi a lavoro a piedi o in bicicletta, migliora lo stato di salute in generale e aumenta l'aspettativa di vita...
La ricerca, condotta dall'università del North Carolina e pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Internal Medicine, dimostra che è sufficiente recarsi al lavoro a piedi o in bicicletta per mantenersi in forma ed in buona salute.
I risultati sono infatti sorprendenti: il 50% è la riduzione del numero delle persone sovrappeso tra chi va a lavoro a piedi o in bicicletta; 1,67 millemetri di mercurio è la riduzione della pressione arteriosa ottenuta andando a piedi in bicicletta; + del 50% è il miglioramento medio della resistenza aerobica tra chi va a lavoro a piedi o in bicicletta...