Il riso rosso fermentato è stata introdotto nell’alimentazione cinese durante la dinastia Tang (800 a.c.) e successivamente è stato utilizzato come alimento in grado di portare beneficio alla salute dell’uomo.
Oggi si trovano sul mercato molti integratori alimentari a base di riso rosso fermentato e il loro impiego è concentrato nel ripristino delle ipercolesterolemie lievi.
L’impiego di integratori alimentari a base di riso rosso fermentato garantisce ottimi risultati nel trattamento dell’ipercolesterolemia lieve in quanto si riesce a inibire la produzione endogena del colesterolo nell’organismo; determinando così una riduzione sia del colesterolo “cattivo” (LDL) sia del colesterolo “totale”.
L’attività inibitoria della produzione endogena di colesterolo è determinata dalla presenza di una statina naturale che si forma durante il processo di fermentazione del riso. Questa statina naturale è indicata con il termine di “monacolina K”.
È proprio la monacolina K che presenta una grande proprietà inibitoria. La statina in questione sembra infatti responsabile dell’inibizione dell’enzima HMG- CoA, ovvero dell’enzima idrossi metil glutaril-coenzima A; il quale enzima catalizza una delle prime reazioni chimiche che avvengono nell’organismo umano per la sintesi del colesterolo endogeno; esattamente questo enzima catalizza la reazione chimica tramite la quale l’idrossimetil glutaril coenzima A viene convertito in acido mevalonico.
In seguito all’inibizione di questo enzima tutta la via metabolica endogena di sintesi del colesterolo viene bloccata; determinando così una netta riduzione del colesterolo.
Relativamente al riso rosso fermentato, uno studio condotto in Cina su 324 soggetti ha evidenziato, dopo 8 settimane, una riduzione del 23% del colesterolo totale; del 31% delle LDL; e del 34% dei trigliceridi; mentre i livelli delle HDL sono aumentati del 20%.
L’unica contro indicazione che fino ad ora ha accompagnato la commercializzazione e l’uso di integratori alimentari a base di riso rosso fermentato era l’associazione con statine sintetiche. Il motivo ben evidente è a causa dell’analogo meccanismo d’azione che potrebbe generare un notevole aumento degli effetti collaterali tipici delle statine farmacologiche.
Di conseguenza alcuni ricercatori tendono tutt’oggi di esaltare la possibilità di effetti collaterali derivati dall’utilizzo prolungato del riso rosso fermentato paragonandoli a quelli prodotti dalle moderne statine di sintesi. È naturale quindi che sia sorto il problema relativo alla sicurezza d’impiego di integratori alimentari contenenti monoclina K, anche se a dosaggi più bassi delle statine farmacologiche.
Ma nel trattamento dell’ipercolesterolemia è molto importante non solo seguire una terapia farmacologica, ma ancora prima di questo è di estrema importanza seguire una corretta terapia alimentare che diminuisca il più possibile l’apporto alimentare di colesterolo. Le regole da seguire in linea generale prevedono: la sostituzione dei grassi di origine animale, quali burro, strutto, panna, salumi; con oli vegetali, quale l’olio di oliva; il consumo di carni magre come vitello magro, pollo, coniglio, tacchino e pesce; la riduzione del consumo di formaggi; un abbondante impiego di frutta, verdure e legumi.
Solo se nonostante questi accorgimenti, i valori di colesterolo rimangono elevati, può essere utile assumere con la dieta dei prodotti alimentari che aiutano a ridurre i livelli ematici di colesterolo. Mentre nei casi più severi e a rischio cardiovascolare sono invece necessari trattamenti farmacologici sotto controllo medico.
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un concomitante aumenyo armolipid plus e transaminasi a che cosa è dovuto allora? l'integrat contiene riso rosso fermentato
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