VISITA BIOIMPEDENZIOMETRICA GRATUITA

Oggi giorno la mancanza di un attività fisica regolare, le feste, gli inviti a cena e la mancanza di controlli periodici che valutano il proprio stato di salute, sta portando la maggior parte della popolazione ad una condizione di obbesità sempre più rilevante e a una riduzione del normale stato di salute. Per questo motivo si desidera invogliare sempre di piu la gente a sottoporsi a dei controlli continui e regolari nel tempo; finalizzati a migliorare, se necessario, il proprio stato di salute, aiutarli a dimagrire per rientrare nei valori del proprio peso ideale o semplicemente conferire una corretta educazione alimentare.

per questi motivi, e tanti altri ancora, a partire dal 23/01/2012 fino al 30/03/2012 presso lo studio di Giarre del Dott. Rosario Cuscona, per i nuovi pazienti, è possibile sottoporsi ad una visita Bioimpedenziometrica gratuita con un’anamnesi nutrizionale completa.

per determinare:

massa grassa

massa magra

acqua intracellulare

acqua totale

acqua exstracellulare

valutazione del peso ideale sulla base dei valori del bioimpedenziometro

Prenota la tua visita gratuita al num.: 095-7793973 o al num.: 328-6573763

Lo sapevi che:

solo il 22% sono i bambini che praticano un attività sportiva per almeno un'ora alla settimana. inoltre, solo un bambino su quattro ha l'abbitudine di andare a scuola a piedi o in bicicletta.

Lo sapevi che:

Solo l'11% dei bambini fa colazzione correttamente, mentre il 28% la fa in maniera inadeguata. nell'80% dei casi la merenda consumata a scuola è troppo abbondante. il 23% dei bambini tra i 6 e gli 11 anni è in sovrappeso, soprattutto a causa delle cattive abitudini alimentari.

Lo sapevi che:

5 Kg, secondo l'organizzazione mondiale della sanità (OMS), è la masssa grassa media che ogni cittadino maschio sovrappeso dell'unione europea dovrebbe perdere per assicurarsi una buona salute... :-)

venerdì 27 gennaio 2012

l'incubo dell'obbesità infantile


Lo sviluppo del bambino risente dei disturbi metabolici del genitore.

E' oramai indiscutibilmente dimostrata l'ereditabilità dell'obesità e numerosi studi hanno stabilito l'influenza dell' "ambiente familiare" nella predisposizione al sovrappeso infantile.

Tuttavia, l'associazione tra l'obesità materna e il sovrappeso del figlio è più forte rispetto a quella paterna.

Questa situazione non sembra derivare dalla trasmissione di un particolare corredo genetico esclusivo della madre ma, più probabilmente, dipende dall'ambiente uterino incontrato dal bambino durante vita fetale.

L'esposizione a determinate condizioni chimico-ormonali durante lo sviluppo sembrano infatti essere responsabili dell'insorgenza di alcuni comportamenti del bambino tipicamente associati al sovrappeso come l'inattività fisica e il consumo smodato di cibo.

Studi condotti su modelli sperimentali animali hanno permesso di identificare alcuni fattori legati al sovrappeso materno capaci di influenzare il bilancio energetico nel nascituro.

Tra questi vi sarebbe il disturbo dei lipidi (dislipidemia), dei livelli di insulina (iperinsulinemia) e del glucosio (iperglicemia) ma anche lo stato infiammatorio cronico presente nell'obesità.

Ad esempio, diversi autori hanno suggerito che l'obesità del bambino derivi da una limitata attività motoria, quest'ultima dovuta ad una ridotta massa muscolare e funzione contrattile.

Lo stato infiammatorio materno sembra infatti ostacolare il corretto sviluppo del muscolo, come dimostrato dallo shift nel differenziamento di cellule staminali mesenchimali da miogenesi ad adipogenesi per azione di mediatori dell'infiammazione.

Poichè il muscolo scheletrico è il principale sito di immagazzinamento del glucosio in seguito a stimolazione insulinica, il corretto sviluppo di questo tessuto è indispensabile per assicurare l'efficiente regolazione del bilancio energetico nel bambino.

L'infiammazione materna è solo uno dei possibili bersagli di strategie necessarie per prevenire i disturbi del nascituro.

Il sovrappeso materno è estrememente dannoso per il bambino non soltanto durante gravidanza, ma anche nella fase dell'allattamento, in quanto gli stessi elementi attivi durante la gestazione vengono ritrovati nel latte.

La prime fasi della vita rappresentano dunque una finestra temporale critica durante la quale è possibile attuare interventi volti a minimizzare il rischio del sovrappeso infantile, prevenendo così il pericoloso sviluppo dell'obesità nell'adolescenza e durante l'età adulta.

La regolazione del consumo materno di carboidrati ed un maggiore livello di attività fisica permettono di controllare la variazione di peso nella gravidanza nei genitori potenzialmente a rischio, assicurando una buona salute del bambino alla nascita.

Solo grazie ad interventi mirati ai fattori di rischio materni è infatti possibile interrompere il pericoloso ciclo obesità materna-infantile.

Uova a pranzo o a cena?


Le uova sembrano avere un buon potere saziante. Se mangiate a pranzo possono diminuire l'assunzione energetica tra un pasto e l'altro.

Lo confermano i risultati di uno studio randomizzato e incrociato condotto su 31 soggetti volontari sani di entrambi i sessi, che sono stati sottoposti a 3 pasti test.

In pratica, subito dopo una colazione standard ai partecipanti è stato chiesto di consumare tre pranzi test ipocalorici: frittata, patate in camicia e sandwich di pollo.

Sono state definite alcune misure di sazietà e i consumi energetici del pasto successivo al test sono stai calcolati.

In sostanza, il pasto a base di frittata, ha mostrato un effetto saziante significativamente più forte rispetto al pasto a base di patate in camicia.

Nessun effetto significativo si è potuto evidenziare riguardo l'assunzione energetica. Gli autori ritengono, tuttavia, che il consumo di una frittata a pranzo, possa aumentare la sazietà in misura maggiore rispetto a un pasto di carboidrati , facilitando la riduzione dei consumi energetici tra un pasto e quello successivo.

mercoledì 25 gennaio 2012

L'assunzione di integratori alimentari non fa sempre bene!


Troppi integratori e vitamine fanno male alla salute.A quell'italiano su 3 che fa uso di integratori va ricordato l'avvertimento che arriva da uno studio dell'università della Finlandia: la cautela è sempre la guida migliore!
Per esempio la vitamina A presa in eccesso si accumula nell'organismo, che non riesce a smaltirla, e può causare effetti collaterali gravi, fino a crisi di morte improvvisa. La vitamina E, aumenterebbe il rischio di tumore alla prostata del 17%. La regola da seguire quindi è semplice: prendere vitamine e proteine solo sotto controllo di un nutrizionista o di un medico sportivo.
Per assumere queste sostanze necessarie al nostro corpo basta una semplice dieta equilibrata!
Gli integratori alimentari sono consigliati solo quando:

Si hanno abitudinio alimentari errate.

O in caso di intenso allenamento fisico.

L'ormone che regola il metabolismo degli acidi grassi: L'ossitocina


Un recente studio ha evidenziato alcuni possibili effetti farmacologici anti-obesità promossi dall'ossitocina derivanti da un'azione diretta dell'ormone sulle cellule adipose.
L'infusione intravenosa di ossitocina determinava una riduzione del peso corporeo nel modello animale sperimentale, insieme ad un miglioramento globale del profilo glicemico e dei trigliceridi, promossi principalmente da un globale aumento del metabolismo lipidico.
L'ossitocina è un ormone neuroipofisario sintetizzato nel sistema nervoso centrale da parte dei neuroni ipotalamici paraventricolari e del nucleo sopraottico. Queste cellule si proiettano alla neuroipofisi, da cui avviene il rilascio sistemico dell'ormone. L'ossitocina è inoltre prodotta da vari organi come l'ovaio, il testicolo, il timo, il rene e il cuore.
Data l'ampia distribuzione e produzione tissutale dell'ormone, l'ossitocina sembra coinvolta in numerosi processi fisiologici. Tra questi, è noto un effetto di soppressione dell'appetito quando infusa nell'animale.
Recenti evidenze sperimentali hanno suggerito un ruolo per questo ormone nel controllo dell'equilibrio metabolico, come evidenziato dall'insorgenza dell'obesità nel modello animale privato del gene codificante per l'ossitocina.
Nel presente studio è stato invece dimostrato che la somministrazione endovenosa dell'ormone, sia a livello del sistema nervoso centrale che in sede periferica, determinava una riduzione dei depositi di tessuto adiposo negli animali pronti allo sviluppo del sovrappeso.
Questi effetti risultavano mediati da un aumento della lipolisi e della beta ossidazione, i processi enzimatici che regolano il metabolismo degli acidi grassi.
L'infusione dell'ormone causava infatti un aumento dell'espressione genica di proteine coinvolte nell'assorbimento e trasporto degli acidi grassi e di altri enzimi responsabili dei processi di degradazione.
Questi eventi erano particolarmente evidenti a livello dei depositi di grasso epididimale, il corrispettivo animale del grasso addominale umano. Questi effetti erano inoltre rilevabili esclusivamente nel tessuto adiposo e non a livello del fegato e del muscolo scheletrico.
L'infusione dell'ormone permetteva di ridurre il consumo di cibo, come evidenziato da uno shift energetico in favore dell'ossidazione lipidica rispetto all'utilizzo di carboidrati.
Anche il profilo glicemico risultava nettamente migliorato negli animali trattati, come dimostrato da una maggiore sensibilità all'insulina e tolleranza al glucosio.
Gli effetti promossi dall'ossitocina sarebbero dunque mediati da una sua azione diretta sul tessuto adiposo. L'ormone è infatti in grado di promuovere la propria sintesi e rilascio mediante un circuito di feedback positivo in seguito al legame del suo recettore, sia centralmente, sia perifericamente. Questo avviene normalmente in situazioni fisiologiche a livello della ghiandola mammaria durante l'allattamento e dell'utero nel momento del travaglio.
L'utilizzo di preparazioni farmacologiche a base di ossitocina lasciano però alcuni dubbi riguardo i potenziali effetti collaterali legati alle normali attività fisiologiche dall'ormone, specialmente nelle donne.
I risultati dello studio lasciano comunque sperare su possibili terapie per il soprappeso basate sulla somministrazione dell'ormone umano nei pazienti affetti da anomalie del metabolismo lipidico.

martedì 24 gennaio 2012

Una correta alimentazione ci può salvare dal destino scritto nel nostro DNA


In famiglia c'è chi soffre di problemi di sovrappeso,cardiaci, di circolazione o di colesterolo?; probabilmente anche tu sei geneticamente predisposto ad alcuni di questi disturbi. Ma non si deve credere che il proprio destino sia scritto solo perchè è scritto sul tuo DNA! Perchè basta mangiare sano per evitare le probabilità genetiche di "AMMALARSI".
L'alimentazione può dare una soluzione valida al destino scritto sul nostro DNA.
Avere un destino genetico non significa infatti essere condannati ad ammalarsi, ma anche l'ambiente ed il nostro stile di vita contribuiscono a scatenare le malattie!

Fonte: Università degli studi di Montreal (Canada; che hanno studiato oltre 27 mila casi con la mutazione 9p21, indice di rischio cardiaco ereditario.

giovedì 19 gennaio 2012

UNA DIETA PER TENERE SOTTO CONTROLLO IL COLESTEROLO E I TRIGLICERIDI


Tenendo sotto controllo l'assunzione di carboidrati con la dieta si può regolare la trigliceridemia e la colesterolemia secondo una relazione biochimica ancora poco chiara
Questo è quanto hanno stabilito alcuni ricercatori americani che hanno analizzato i dati relativi a oltre 1000 soggetti tra uomini e donne di età compresa tra 49 e ± 16 anni inclusi nello studio GOLDN (NHLBI Genetics of Lipid-Lowering Drugs and Diet Network).
L'analisi dei dati è stata condotta secondo differenti modelli nei quali la quantità di carboidrati assunta con la dieta veniva considerata come una variabile indipendente.
Dopo l'abbattimento dei fattori confondenti (sesso, età, trigliceridemia basale, e valori pressone arteriosa) si è potuto dimostrare che tenendo sotto controllo la quantità dei carboidrati assunti con la dieta i livelli più elevati dei grassi saturi sono associati a livelli più bassi del colesterolo VLDL e dei trigliceridi plasmatici, ma questo non avviene se il livello dei carboidrati assunti con la dieta è più elevato.
Dunque le diete più efficaci per tenere sotto controllo il quadro lipidico sarebbero quelle a basso tenore di carboidrati.

mercoledì 18 gennaio 2012

La visita bioimpedenziometrica

Riguardo questo argomento desidero dare alcune spiegazioni sull’esame diagnostico più usato durante una visita dietologica; visto che sono sempre più numerosi i pazienti che per soddisfare la loro curiosità fanno molte domande sull’argomento.
L’esame bioimpedenziometrico è un metodo diagnostico, oggi tra i più usati ed affidabili, che permette di conoscere la propria composizione corporea. La bioimpedenziometria è dunque un esame non invasivo di tipo bioelettrico per l'analisi quantitativa e qualitativa della composizione corporea. Il peso che leggiamo sulla bilancia infatti esprime la massa corporea come insieme della massa grassa e della massa magra, composta di muscoli, organi, ossa e fluidi. Pensare quindi che la variazione di peso riscontrato sulla bilancia corrisponda necessariamente ad una variazione della nostra massa adiposa è sicuramente sbagliato.
Il principio di funzionamento dello strumento si basa sul dato fisico che l'acqua sia un buon conduttore di corrente elettrica mentre il grasso sia un buon isolante . La misurazione della resistenza e della reattanza che incontra una debole corrente di passaggio attraverso il corpo umano ci consente di stimare, grazie ad opportune formule, la composizione corporea (massa magra, massa grassa ed acqua totale) ed il metabolismo basale. Attraverso questi dati il nutrizionista potrà valutare lo stato nutrizionale ed i relativi fabbisogni energetici e nutritivi del soggetto in esame.